Roberto Assagioli

L'intelligenza dell'amore

Roberto Marco Greco nasce a Venezia il 27 Febbraio 1888. Nel 1890, a soli due anni perde improvvisamente il padre e di lì a poco anche lui si ammala ed è ricoverato in ospedale, è in questa circostanza che la madre Elena Kaula conosce il medico Emanuele Assagioli, anche lui ebreo, che adottando Roberto diventa padre affettuoso e ottimo educatore.

Grazie alle solide possibilità economiche ed all’interessante ambiente famigliare Roberto può fin da piccolo sviluppare le sue doti intellettuali. Impara ben presto le lingue soprattutto l’inglese di cui avrà ottima padronanza ed il tedesco che Freud definì “impeccabile”. Consegue la maturità al liceo Foscarini nel 1904, a soli 16 anni a pieni voti, è qui che maturano i suoi interessi sia per la scienza sia per la letteratura e la filosofia.

Appaiono nel frattempo le sue prime pubblicazioni sul “Giornale di Venezia”.

Nello stesso anno la famiglia si trasferisce a Firenze ed è qui che Roberto s’iscrive all’università. Scegli inizialmente Medicina e Chirurgia ma ben presto il suo grande interesse per la psiche dell’uomo lo dirige verso psichiatria. Grazie agli incontri nell’ambito universitario in Italia ed in seguito ad alcuni viaggi in Europa inizia la pubblicazione di vari articoli. La sua straordinaria “curiosità” fa sì che si avvicini alla filosofia orientale specie quell’indiana ed all’esoterismo. In seguito alla decisione di preparare la sua tesi di laurea in psicanalisi si trasferisce nel 1907 a Zurigo nella clinica di psichiatria dell’università.

Nel 1908 si reca a Monaco per approfondire i suoi studi psicoanalitici e qui incontra Ernest Jones seguace e biografo di Freud.

Nel 1909 ritorna a Zurigo entra in contatto con Jung e nell’agosto di quello stesso anno rappresenta il Circolo Filosofico Fiorentino al Congresso Internazionale di Psicologia di Ginevra. Con vari articoli pubblicati su “La Voce” inizia il suo lavoro sull’educazione che rimarrà un tema a lui molto caro.

Nel 1910 grazie alla padronanza del tedesco inizia un rapporto epistolare con Freud che spera diffonda in Italia il movimento psicoanalitico.

Il 1° Luglio Assagioli discute la sua tesi di laurea dal titolo ”La psicoanalisi”.

Nel 1912 fu fondata “Psiche” rivista di studi psicologici cui Assagioli collaborò come capo redattore e scrittore. In questi anni maturò la sua concezione, definì la sua psicosintesi e si staccò da Freud pur nutrendo per lui gran rispetto.

Con lo scoppio della 1° guerra mondiale c’è la sospensione di “Psiche” e l’arruolamento d’Assagioli come tenente medico. A guerra conclusa lentamente tutto riprese ed Assagioli iniziò ad esercitare la professione di psicoterapeuta.

Nel 1923 dalla seconda moglie, Nella Ciapetti, Assagioli ha il suo primo ed unico figlio Ilario che scompare prematuramente dopo lunga malattia all’età di 28 anni dopo essersi laureato in medicina e poi in lettere per seguire ed aiutare le orme paterne.

Nel 1926 la famiglia si trasferisce da Firenze a Roma dove era possibile grazie all’ambiente meno provinciale fare incontri socio culturali più interessanti e fonda l’Istituto di Cultura Psichica che divenne nel 1933 l’Istituto di Psicosintesi.

La psicosintesi è un metodo psicoterapeutico che si propone la formazione, la crescita e l’armonizzazione globale dell’uomo che trova ampie applicazioni nell’educazione, nei rapporti interpersonali e nello sviluppo e potenziamento delle personalità. Assagioli giunse a definire la psicosintesi dopo aver sperimentato vari metodi psicoterapeutici e vi profuse tutte le sue intuizioni e le sue conoscenze delle discipline spirituali e delle scienze umane.

Con lo scoppio della 2° guerra mondiale, i rapporti internazionali, dovuti ai suoi molteplici viaggi, e le attività umanitarie suscitarono i sospetti del regime fascista e nel 1940 accusato di pacifismo fini nel carcere di Regina Cieli.

Dopo la guerra carico del suo consueto ottimismo Assagioli torna a Firenze dove nella villetta di via S. Domenico 16 fonda il suo centro operativo: al piano terra, l’Istituto con la sala per le conferenze, al piano superiore, l’abitazione.

Oltre alle conferenze, ai corsi, alle lezioni, alle terapie individuali e di gruppo c’erano i viaggi in Inghilterra per i gruppi di meditazione, a Parigi dove c’era un importante centro di psicosintesi, in America seguito sempre con notevole interesse.

Le vacanze estive erano trascorse a Capolona, nella campagna aretina, qui Assagioli organizzava convegni sui temi della psicosintesi, delle religioni, delle filosofie orientali e della cultura in generale. A contatto con la splendida natura del luogo e la gran serenità del Maestro si respirava una grand’armonia.

Nel 1958 si registra il primo riconoscimento mondiale negli USA cioè la costituzione dello Psychosynthesis Research Foundation, nel 1966 è fondato il Centro di Biopsicosintesi in Argentina, nel 1967 avviene lo stesso a Roma e di lì a poco a Bologna, Perugina ed altri.

Negli anni a seguire numerosi centri si moltiplicano anche all’estero India, Grecia, California, Canada, Londra.

La salute d’Assagioli e sempre più precaria ma non gli impedisce di compiere ancora molti viaggi.

Nel 1972 la moglie Nella è gia molto malata ma si festeggiano con gioia le nozze d’oro.

Nel 1973 Assagioli rimane da solo, anche le sue condizioni peggiorano e perde l’udito.

Nel 1974 Sam Keen, docente universitario e giornalista americano intervista Assagioli e chiedendogli come affrontasse l’idea della morte riceve questa risposta:

“La morte mi appare soprattutto come una vacanza. Ci sono molte ipotesi sulla morte e l’idea della reincarnazione mi sembra molto sensata. Non ho alcuna conoscenza diretta della reincarnazione, ma la mia credenza mi mette in buona compagnia con milioni d’orientali, con Buddha e con molte atre persone in Occidente.La morte è la parte normale di un ciclo biologico. E’ il mio corpo che muore, e non tutto di me. Quindi non mi preoccupo troppo. Potrei morire stasera, ma accetterei volentieri qualche anno in più per fare il lavoro cui sono interessato e che penso potrebbe essere utile ad altri. Io sono, come dicono i francesi, disponable, a disposizione.Anche l’humour aiuta, e il senso delle proporzioni.Io sono un individuo su un piccolo pianeta, in un sistema solare, in una delle tante galassie”.

Il 23 agosto 1974 nella quiete di Villa Ilario a Capolona da poco compiuti gli 86 anni “Roberto Assagioli ha vissuto il giorno della sua liberazione”.